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| APPALTO DA RISOLVERE |
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Il termine ultimo per la presentazione delle offerte era stato fissato nel 20 luglio del 2009: da allora, sono passati otto mesi, ma l’aggiudicazione della gara non c’è stata. Sembra in salita il percorso perché si realizzino “i lavori di manutenzione straordinaria per la trasformazione dell’edificio sede della Scuola Superiore di Catania in alloggi e residenze per studenti universitari ‘Palazzo dell’Etna’”. Questa la definizione del bando di gara, ente appaltante l’università di Catania. Sul piatto ci sono quasi 5 milioni di euro (importo a base d’asta 4.900.000) provenienti in gran parte da fondi ministeriali. La procedura è incentrata sul criterio del prezzo più basso determinato mediante ribasso da applicare sull’elenco prezzi posto a base di gara.
Quale il progetto? Ristrutturare un immobile per realizzare alloggi, residenze, strutture ludico-ricettive e soprattutto laboratori per la ricerca per gli studenti. Il programma, nel complesso, prevede proprio che la struttura sia propulsiva della ricerca e dell’accoglienza universitaria. La filosofia principale dell’intervento è quindi quella dell’incentivo alla ricerca. Come finirà l’appalto? Secondo fondi qualificate, l’aggiudicazione arriverà entro l’estate: altri due mesi al massimo e si saprà quale impresa dovrà realizzare i lavori. Ma quali sono le aziende in lizza? E perché tanto tempo per arrivare al dunque dell’opera? Dopo la predisposizione delle offerte, si è provveduto alla verifica dei prezzi? “Magma” è in grado di indicare come stanno le cose al momento in cui andiamo in stampa. Tre i soggetti imprenditoriali le cui offerte sono ritenute “anomale”. Si tratta di Fin Consorzio con un ribasso del 37,103%, Ati Pitagora con il 33,7315% e Sicim con il 33,274%. Al primo posto delle offerte “non anomale” è la Sigenco. Si tratta nel caso della Fin Consorzio di un gruppo di imprese meridionali, in maggioranza siciliane. Spicca poi il nome della Sigenco dell’ex “braccio destro” del cavaliere Mario Rendo, l’avv. Santo Campione: un colosso in espansione nel settore degli appalti, soprattutto a Catania, dove lavora - solo per ricordarne alcuni lavori - nella metropolitana e alla Torre Biologica della Cittadella universitaria. E’ scritto nel sito internet dell’impresa che “la Sigenco Spa in associazione con altre importanti imprese e grazie alla sua partecipazione strategica all’interno del Consorzio Stabile Uniter, ha in corso alcune iniziative in project financing: la realizzazione di due parcheggi in piazza Giovanni Verga e in viale Africa per conto dell’ente concedente Comune di Catania; la realizzazione del Porto turistico di Marina di Ragusa per conto dell’ente concedente Comune di Ragusa; la riconversione in struttura riabilitativa e gestione dell’ex ospedale Regina Margherita di Messina per conto dell’Ente concedente Ausl 5 di Messina.In relazione a quanto sopra, il sistema creditizio, attraverso le principali banche nazionali, ha in corso l’asseveramento di tali progetti, assicurando nel contempo alle iniziative il proprio sostegno finanziario per importi di rilievo….”. Dietro Sigenco, nella lista troviamo altri colossi come Iter. Che cosa accadrà? Si attende la decisione della commissione. Certo, i ribassi eccessivi possono anche suscitare dubbi o situazioni controverse, in termini di rispetto delle normative sul lavoro, in particolare, così come perplessità possono derivare osservando risultati diversi su basi analoghe o uguali nelle offerte degli appalti. Frattanto, sono stati chiesti chiarimenti. E’ accaduto alla Fin Consorzio, che dagli uffici dell’“Area dei lavori e del patrimonio immobiliare” dell’università si è vista rivolgere interrogativi sui costi di mano d’opera e all’utile d’impresa. Il Consorzio ha risposto. Al di là della specifica questione delle precisazioni, scavando in questa vicenda gli elementi di sorpresa non mancano. Come nel caso della Fin Consorzio, impegnata da tempo nel quartiere di Librino nella realizzazione della scuola “Grimaldi”. Un lavoro, a leggere le carte, analogo a quello del “Palazzo dell’Etna”. Esistono, insomma, categorie molto simili a quelle previste nei compiti della gara della Scuola Superiore. Sorprende come il Consorzio abbia potuto vincere una gara (a Librino per la scuola) con un ribasso complessivo che quasi sfiora il 42%. Infatti, all’originario ribasso del 22,94% si deve sommare un altro 20% dovuto alla differenza fra i parametri dell’epoca dell’appalto, il prezziario del 2002 e quello del 2007. Anni fa, poi, l’appalto per il parcheggio a Fontanarossa, registrò una situazione che sembra ricalcare nelle linee generali, soprattutto per quanto riguarda le offerte anomale, quanto sta accadendo per il “Palazzo dell’Etna”. Alla fine, per la cronaca vinse la Sigenco. Questo, beninteso, non vuol dire nulla, è soltanto cronaca giornalistica. |



