L’inchiesta sulla costruzione del nuovo ospedale “Garibaldi”, un affare da 120 miliardi di lire,
sfociò con arresti e scontri dentro la Procura della Repubblica fra il pm Nicolò Marino, uno degli inquirenti, con i vertici dell’Ufficio guidato allora da Mario Busacca. Fu la prima tappa del “Caso Catania” che avrebbe poi conosciuto il seguito con le vicende che ruotavano attorno a San Giovanni la Punta e al “re dei supermercati” Sebastiano Scuto. Al centro dell’indagine di carabinieri e Dia, una serie di lavori pubblici: i due lotti del nuovo “Garibaldi”, un complesso di case per studenti, il “Tavoliere” – mai realizzato -, il palazzetto dello sport e la piscina di Nesima, oltre ad altre opere pubbliche a Palermo. Un quadro d’intrecci fra politica, imprenditoria, burocrazia e mafia, con soggetti imprenditoriali che emergevano come “vincenti”, la “Cgp” e la “Cogeco”, e altri “perdenti”, come la Fratelli Costanzo. |