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| MONDO WEB |
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Immaginate un motore di ricerca che invece di darvi migliaia di pagine risponde alle domande con un linguaggio naturale e lo faccia comprendendo la domanda e trovando la risposta? Adesso c’è.
Debutta fra poco Wolfram Alpha e il monopolio di Google potrebbe presto essere messo in crisi da questo nuovissimo software studiato per rispondere immediatamente a quesiti di varia natura. Un motore intelligente in grado di interpretare le domande poste dai cybernauti e fornire specifiche informazioni. Innovativo, scaricabile gratuitamente e direttamente rifornito dalle informazioni disponibili online e da quelle contenute in database privati, il Wolfram Alpha si propone di rivoluzionare il mondo interattivo. Nato dall’idea dell’informatico britannico Stephen Wolfram, 49enne laureatosi in fisica nucleare all’età di 20 anni, il programma si basa sullo stesso sistema di Matematica, software realizzato dallo stesso padre e utilizzato da scienziati, ingegneri e accademici per risolvere articolati quesiti matematici. «Tutte le informazioni – ha dichiarato l’informatico – saranno curate da esperti, rendendo il motore di ricerca più affidabile di siti come Wikipedia. È come il Santo Graal – ha aggiunto - possiede la capacità di analizzare fonti difficili da mettere insieme e di fornire risposte grazie a esse». Inserendo il nome di una città come chiave di ricerca, Stephen Wolfram ha dimostrato come gli algoritmi del suo sistema siano in grado di raccogliere le informazioni online su posizione geografica, numero degli abitanti, meteo per poi restituirle in un formato discorsivo e naturale per l'utente. Un rivale dell’ormai conosciutissimo Google che sicuramente darà filo da torcere conquistando consensi di massa. Il suo punto di forza è la capacità di mettere in relazione fra loro informazioni provenienti da fonti diverse e secondo le prime ricerche di mercato, il Wolfram Alpha riscontra entusiasmo tra la comunità della rete. «È come collegarsi a un cervello elettronico», dicono in coro. Una ventata d’aria fresca in uno scenario che si era un po’ appiattito divenendo persino monotono. Ma c’è ancora tanto da lavorare: oltre ai tempi di ricerca che non sono tra i più veloci, la capacità del sistema di elaborare informazioni sulla cultura, sulla musica e sullo spettacolo, per esempio, lascia ancora molto a desiderare. |
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