Cronaca
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BANDIERE AMMAINATE
«La Sicilia ci è entrata nel sangue: io e la mia famiglia ormai ci sentiamo catanesi. Ho comprato casa alle falde dell’Etna; qui ho molti amici. I miei progetti erano e restano legati a questa terra. Nella vita tutto si evolve, tutto cambia: mai, però avrei immaginato di dover chiudere un’esperienza professionale importante come quella che io ho vissuto a Catania, con il Catania, in maniera così traumatica quanto imprevedibile». Davide Baiocco si sfoga. Il piccolo, grande centrocampista perugino, ancora una volta apre il suo cuore ai tifosi rossazzurri per raccontare come ha vissuto l’inatteso divorzio dal club del presidente Pulvirenti.
Lui come Gionatha Spinesi o il portiere argentino Albano Bizzarri: tutti e tre ultratrentenni, tutti e tre «giubilati» subito dopo la conquista della salvezza, obiettivo raggiunto quest’anno parecchie giornate prima della fine del massimo campionato di calcio.
Davide ha le valigie pronte: «Siamo in partenza per le vacanze – dice mentre il sole gioca a nascondino con le nuvole –. Ma restiamo qui in Sicilia. Del resto, dove vuoi andare quando hai la fortuna di vivere in una terra ricca di cultura e bellezze naturali come questa?».
 
– Quattro anni alle falde dell’Etna con i colori rossazzurri: qual è il bilancio a conclusione di questo ciclo?
«Credetemi quando dico che si è trattato di un’esperienza indimenticabile – spiega Baiocco, la voce venata di malinconia –. Non è un caso se con la mia famiglia ho deciso di vivere qui per sempre. Il futuro nostro è a Catania. Anche se quest’anno o quello prossimo dovessi andare a giocare altrove. Ho comprato casa qui, e qui resterò. Quelli vissuti ai piedi del vulcano più grande d’Europa sono stati anni che ti lasciano il segno dentro. E di questo ringrazio tutti: il Catania Calcio, con il presidente e tutta la dirigenza in testa; e poi la città, gli amici – tantissimi – cui mi sono legato in maniera profonda»
 
– Però...
«Però è accaduto qualcosa che ancora mi sfugge e che ha portato alla separazione. Un bel momento quest’anno, proprio nei giorni della raggiunta salvezza anticipata, è stata scritta la parola fine alla mia esperienza in maglia rossazzurra. Un sogno svanito in maniera repentina. Non me lo aspettavo: c’erano altri accordi, c’era un progetto che mi vedeva legato a questo gruppo per il futuro, anche dopo gli anni sui campi di gioco».
 
– Ma cos’è accaduto?
«Lo giuro: non lo so. Io ho le mie idee al riguardo e la dirigenza ha le sue. Sono loro però che comandano e, dunque, che decidono. C’è modo e modo, tuttavia, di scrivere la parola fine a un’esperienza di vita. Anche perché non molto tempo prima avevamo raggiunto un accordo: la società mi aveva chiesto un certo impegno, dettando anche i tempi. Io avevo risposto di sì, dicendomi pronto anche a rivedere la parte economica del contratto pur di restare qui».
 
– Poi...
«Poi sono stato convocato senza preavviso e messo con le spalle al muro. Troppo arrogante il modo di dire certe le cose. In questo il direttore Pietro Lo Monaco non è stato un esempio d’eleganza. Nel faccia a faccia ha cambiato le carte in tavola. Tutti gli accordi fatti in precedenza non valevano più. Prendere o lasciare. Sia per quanto riguarda la parte economica sia per ciò che concerne i tempi. Un atteggiamento che mi ha sconcertato. Di colpo è svanito quel rispetto nei miei confronti che era stato il filo conduttore degli anni vissuti con la maglia del Catania».
 
– E non c’era stata alcuna avvisaglia della tempesta in arrivo?
«Assolutamente no. Non ho mai vissuto momenti di conflitto. Certo, quando c’è stato di puntare i piedi e di dire le cose con chiarezza, l’ho sempre fatto. Ma sempre guardando negli occhi i miei interlocutori, direttore o presidente che fosse. Tutto si è sempre ricondotto a quel colloquio di quattro anni fa quando io e Lo Monaco, a faccia a faccia, abbiamo tracciato il futuro della mia esperienza al Catania. Mi chiese cose precise che io ho sempre rispettato. Lui, invece, alla fine ha tradito. Pazienza. In fondo ti puoi fare una ragione anche di questo. Ciò che non accetto, però – rimarca con forza Davide Baiocco – è quanto detto dallo stesso direttore a conclusione della partita vinta con il Napoli per 3-1. Dopo quel giro di campo fatto con Gionatha Spinesi e Albano Bizzarri, quando lo splendido pubblico del Cibali ci ha gonfiato il cuore con il suo applauso. Quella stessa sera Lo Monaco ha affermato che noi tre abbiamo ricevuto dal Catania Calcio più di quello che alla squadra abbiamo mai dato. Non è vero; non è giusto affermare queste cose. E i tifosi ne sono i primi testimoni. Fortuna che il polso della piazza noi calciatori lo abbiamo ancor prima delle società. E mi conforta l’aver ricevuto centinaia di apprezzamenti dai supporter rossazzurri. Tant’è».
 
– Dunque, la motivazione economica sembrerebbe marginale...
«Proprio così. Ciò che non posso accettare è il modo con cui mi sono state dette certe cose. Non siamo ragazzini. Il rispetto innanzi tutto. Sempre nell’ambito dei ruoli che si ricoprono. Nessuno di noi è Dio in terra».
 
– Quali, a questo punto, i suoi programmi futuri?
«Adesso chiudo le valigie e parto per le vacanze. Nel frattempo i miei procuratori si stanno guardando in giro per trovare una soluzione... Voglio giocare anche l’anno prossimo. Sento di poter dare ancora il mio contributo. Contatti? No, al momento non ce n’è alcuno. Ma so che qualcosa maturerà presto. Buona estate alla "mia" Catania».
Il «Gabbiano» Gionatha Spinesi, invece, in vacanza c’è già. Con la famiglia è nella sua Toscana dove sta trascorrendo giornate serene prima di tornare a calcare i terreni di gioco. «Dopo l’infortunio – dice – ho via via recuperato e oggi sono pronto a scommettermi di nuovo. A giorni saprò quale sarà la mia nuova maglia. Sono svincolato e i miei procuratori sono in trattative con due club di serie A: la decisione arriverà a breve».
 
– Nel frattempo ripensa all’esperienza con il Catania...
«Certo che ci penso – continua l’ex bomber rossazzurro –. La più importante della mia vita calcistica. A Catania ho vissuto anni bellissimi. E quello che mi lega alla città, alla società rossazzurra e agli ex compagni di squadra è un affetto profondo. Qualcosa scolpito nel cuore e nell’anima».
 
– Si aspettava il divorzio dal club etneo?
«Nel nostro mestiere non ci si deve stupire più di tanto. Il tempo passa e le strade delle società si dividono da quelle dei calciatori. Nulla di traumatico. Io rispetto le loro scelte, come loro hanno sempre rispettato le mie. Di una cosa sono certo: mi sentirò sempre un po’ catanese, e so per certo che in qualunque momento dovessi tornare qui troverei tutte le porte aperte. Sia quelle della società sia quelle dei tifosi. Con il presidente e il direttore ci siamo lasciati con un abbraccio. Nella vita conta soprattutto la sincerità, la trasparenza».
 
– E di Zenga al Palermo cosa pensa?
«Non sarò certo io a giudicare le scelte del mister. Ognuno è libero di fare ciò che crede. Siamo tutti professionisti. Certo, io posso assicurare che non firmerei mai per due club: il Palermo, appunto, e il Livorno. Ma ripeto: il nostro è un lavoro, e ognuno si comporta come ritiene opportuno. Certe cose tuttavia non posso condividerle».
 
– E di Atzori al Catania?
«Gianluca ha le carte in regola per far crescere ancora di più il Catania. Conosce la piazza e viene da una splendida esperienza al Ravenna. E’ un uomo eccezionale, un professionista serio e competente, anche se ancora molto giovane».
 
– Un’anticipazione sulla nuova maglia che indosserà?
«Sono giorni decisivi, non posso dire più di tanto. Anche perché rischierei di compromettere le trattative. Posso solo affermare che a fine agosto, quando si finirà il ritiro precampionato, farò ritorno a Catania, dove possiedo ancora casa. A quel punto decideremo sul da farsi. Perché, insisto, io e i miei cari, al di là di tutto, ci sentiamo profondamente legati al Catania e ai catanesi».
 
COMMENTS (1)
Incredibile
1 Domenica 03 Gennaio 2010 09:44
FRANCESCO SILLUZIO
Sono un ammiratore di Davide Baiocco sono colpito da quanto dichiarato dallo stesso anche perchè per la serietà del professionista mai mi aveva fatto cenno di tali problematiche o di una situazione del genere!
Ritengo grave quanto accaduto e occorrerebbe coinvolgere la Dirigenza del Calcio Catania al fine di chiarire tale situazione incresciosa.
Un abbraccio a Davide.
Francesco Silluzio
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