Cronaca
EuroAzienda. Il gestionale per Eccellenza
PDF Stampa E-mail
IL SACCO DELLA SICILIA
Nessuna traccia dei 4.093 miliardi di euro dei Fondi per le aree sottoutilizzate che spettano all'Isola e per i quali il presidente della Regione Lombardo, non più tardi di 15 giorni fa, aveva ricevuto rassicurazioni dallo stesso presidente del Consiglio. Nessuna traccia del miliardo e 300 milioni necessari per il primo passo del Ponte sullo Stretto di Messina
Fosse accaduto alla Lombardia, al Veneto, al Trentino o al Friuli, a quest’ora la Lega avrebbe mobilitato le sue «truppe del Nort» (per dirla con il colorito gergo del Senatùr) che avrebbero invaso piazze e strade; e Bossi con il fido Calderoli alle calcagna sarebbe balzato sul palco di Pontida da dove avrebbe urlato così forte la sua rabbia contro «Roma ladrona» da far diventare le acque del Po verdi come i vessilli del Carroccio. Ma la «vittima sacrificale» è la Sicilia e dunque... «tanto peggio per loro». Già, perché il governo nei confronti della Trinacria ha indossato ancora una volta i panni dei «Beagle Boys», della «banda Bassotti», facendo sparire d'un colpo i miliardi di euro dei fondi Fas (Fondi per le aree sottoutilizzate).
 
Minaccia, punta i piedi, schiuma rabbia il buon Raffaele Lombardo, presidente d'una regione che dopo aver contribuito al successo elettorale del Cavaliere s'è vista pugnalare alle spalle per l'ennesima volta. Ci si lamentava di Prodi & company che con i fondi Fas della Sicilia avevano finanziato la rottamazione dei frigoriferi di là del Tevere, ma Berlusconi, Tremonti e Bossi non sembrano essere da meno tanto che c'è già chi al di qua dello Stretto li ha soprannominati quelli della «Banda del Fas».
 
Ma facciamo un piccolo passo indietro. Dopo il vertice di Palazzo Grazioli tra il presidente del Consiglio e il governatore siciliano, l'altra settimana sembrava che si fosse giunti a una svolta. E invece venerdì 26 giugno, ancora una volta, il Cipe non ha sbloccato i 4,093 miliardi di euro dei Fas che spettano all'Isola dalla suddivisione del plafond di complessivi 27,027 miliardi di euro (21,831 per il Mezzogiorno; 5,195 miliardi per Centro-Nord) assegnati dall'Unione europea e destinati alle Regioni e alle Province autonome. Ammontano invece a 25,409 miliardi i fondi destinati alle Amministrazioni centrali.
 
«Sono soldi destinati agli investimenti per infrastrutture in Sicilia», ripetono i leader del Mpa. Ma quei 4 miliardi e 93 milioni di euro per ora restano nelle casse di Roma, con il rischio paventato più volte che siano dirottati altrove. E’ già accaduto con Prodi. Perché la storia non dovrebbe ripetersi anche oggi? Dove sono i ministri, i sottosegretari e i parlamentari del Popolo della libertà che tanto amano fare passerella davanti alle telecamere ma che poi si dileguano quando c’è da battersi per la propria terra?
 
«Al Comitato interministeriale per la programmazione economica i fondi erano stati assegnati dal ministero per lo Sviluppo economico, nell'ambito della programmazione unitaria regionale per il perseguimento degli obiettivi previsti dal quadro strategico nazionale. A oggi, però - rincara la dose il parlamentare regionale del Movimento per l'autonomia Giuseppe Arena, membro della quarta commissione legislativa ambiente, territorio e trasporti dell'Ars - la Sicilia si è vista assegnare solo le briciole della cifra che le spetta di diritto. Non solo: il tradimento coinvolge in maniera scandalosa anche il Ponte sullo Stretto di Messina, una delle bandiere di Berlusconi in campagna elettorale. Il Cipe ha rinviato ancora una volta lo stanziamento di 1,3 miliardi di euro per rifinanziare il progetto operativo dell’opera». 
 
«Nonostante le rassicurazioni fornite dal premier al presidente Lombardo nell'ultimo incontro – dice Arena –, il mancato rifinanziamento di 1,3 miliardi di euro da parte del Cipe per la realizzazione di quel sogno chiamato Ponte sullo Stretto penalizza ulteriormente il nostro già martoriato territorio oltre a offendere l'intelligenza dell'intero popolo siciliano e del Mezzogiorno d'Italia».
«Dopo 33 governi, 234 ministri che a vario titolo si sono pronunciati a favore dell'importante opera nelle passate 12 legislature, ci saremmo aspettati un atteggiamento diverso da parte del ministro Tremonti, che conferma, se mai ve ne fosse bisogno, la proiezione esclusivamente “nordista”, vedi appunto i fondi Fas, di un governo distratto, antimeridionale, e sensibile solo alle richieste provenienti da Roma in su».
 
Certo, in attesa che arrivi una decisione concreta sul Ponte, venerdì 26 qualcosina Berlusconi e Tremonti – bontà loro – alla Sicilia l’hanno fatta pervenire. A cominciare dai soldi destinati all’asse stradale Agrigento-Caltanissetta (un investimento complessivo da 990 milioni) per il quale il Cipe ha approvato il progetto definitivo, con dell’adeguamento a quattro corsie di un tratto della strada statale 640 «Porto Empedocle», tratto compreso tra il chilometro 44 e il chilometro 74,300: per questo sono stati concessi 209 milioni di euro. E poi, l’approvazione del progetto preliminare dell’interporto di Termini Imerese, già incluso tra gli hub (nodo di smistamento) interportuali del programma delle infrastrutture strategiche approvato dal Cipe nel 2001: investimento di 80 milioni di euro. Ancora: finanziamento di alcuni lotti delle metropolitane di Catania e Palermo, per un totale di 270 milioni di euro da dividere in parti eguali.
 
Un capitolo a parte è dedicato alla grande industria: leggi Fiat. Il sottosegretario Gianfranco Miccichè ha annunciato il sostegno alle aree di crisi di Termini Imerese e Pomigliano d’Arco con un investimento di 300 milioni di euro. Un provvedimento che andrebbe a sposarsi con l’interporto pensato e voluto soprattutto in funzione appunto della Fiat. Ma l’amministratore delegato del Lingotto, Marchionne, proprio mentre il Cipe varava i finanziamenti, ha annunciato che la produzione dell’auto in Sicilia non ha alcun futuro. E allora?
 
Tutto questo mentre continua a mancare per l’Isola un vero progetto di rilancio dell’economia che punti su interventi strutturali seri e programmati per i principali settori della produzione, ma anche per ciò che concerne le infrastrutture, a cominciare dalla viabilità tra capoluoghi di provincia, porti e ferrovie. Un esempio è dato proprio dal Ponte: venerdì 26 all’ordine del giorno del vertice del Cipe c’era «l’aggiornamento dell’analisi sulla fattibilità finanziaria» della grande opera a seguito dell’accordo tra la società Stretto di Messina Spa e il general contractor Impregilo. Ma in quella sede si è deciso di non decidere, rinviando tutto – è stato detto – di una settimana.
 
«Il rinvio non è riferito alla progettazione o all’entità delle risorse già programmate – ha fatto sapere il sottosegretario alle Infrastrutture e ai trasporti, Giuseppe Reina –, ma è stato determinato dal fatto che la ragioneria generale dello Stato non avrebbe avuto il tempo di approfondire i termini della rimodulazione del quadro finanziario».
 
Tutto chiaro? Proprio per niente se è vero com’è vero che subito dopo lo stesso Reina si è affrettato a puntare il dito contro il ministro dell’Economia Tremonti reo d’avere preso «una decisione disfattista che contrasta con quanto era stato convenuto appena poche ore prima tra il premier Berlusconi e il presidente della Regione siciliana Lombardo».
 
Addentriamoci adesso nel fitto di norme, articoli e commi con i quali il governo costruisce l'intricata selva di provvedimenti legislativi da cui emerge la gestione del Paese. L’articolo uno, comma 863, della legge Finanziaria per il 2007 (numero 296/2006) aveva deciso le risorse destinate al Fondo per le aree sottoutilizzate (Fas) per il periodo di programmazione 2007-2013, fissando un importo di 64,379 miliardi di euro. Una serie di delibere successive ha decurtato tale cifra portandola a 52,768 miliardi di euro. Il 18 dicembre dello scorso anno, poi, il Comitato interministeriale per la programmazione economica, con delibera numero 112, ha disposto il prelievo di altri 7,356 miliardi da assegnare al Fondo infrastrutture, istituito dal governo appena sei mesi prima (25 giugno 2008) per gestire i finanziamenti dei trasporti d’interesse strategico e quelli delle reti stradali di livello nazionale.
 
Come si è accennato, alla Sicilia spettano 4,93 miliardi, ma a tutt’oggi i grandi finanziamenti decisi sono altri e non riguardano certo l’Isola (a parte gli stanziamenti sopra descritti). Da Roma si fa sapere che «ormai da qui al 2011 è tutto deciso»: dunque, se ne riparlerà dopo quella data? Potrà l’Isola aspettare ancora? Saprà il presidente Lombardo far valere i diritti dei siciliani?
 
Intanto, per quest’anno il Cipe ha destinato 528 milioni alla «copertura degli oneri d’incremento del finanziamento del Servizio sanitario nazionale»; 500 milioni per coprire il disavanzo del Comune di Roma; 140 milioni per quello del Comune di Catania; 900 milioni per «l’adeguamento dei prezzi di materiali da costruzione»; 385 milioni (per il 2010) per la proroga delle agevolazioni per la rottamazione dei frigoriferi; 178 milioni per le agevolazioni destinate ai terremotati del Molise (2002); 960 milioni per il Fondo investimenti delle Ferrovie dello Stato; 480 milioni per i contratti di Trenitalia (480 anche per il 2010 e altrettanti nel 2011); 195 milioni per la privatizzazione della Tirrenia (130 milioni nel 2010 e 65 nel 2011); 200 milioni per il 2010 al Fondo di garanzia delle Piccole e medie imprese cui andranno anche 300 milioni nel 2011 e 500 nel 2012.
 
Se poi andiamo a spulciare le tabelle del Fondo infrastrutture, troviamo per l’anno corrente 900 milioni destinati, ancora una volta, alla «copertura degli oneri per l’adeguamento prezzi dei materiali»; 960 milioni per il Fondo investimento Ferrovie dello Stato; 480 milioni per i contratti di Trenitalia (altrettanti nel 2010 e nel 2011); 195 milioni per la privatizzazione della Tirrenia.
 
Infine, il Fondo strategico per il Paese a sostegno dell’economia reale: il totale della riserva ammonta a 9,053 miliardi di euro. Di questi, «un importo complessivo non inferiore ai due miliardi e non superiore ai 4 miliardi», ripartito in quote annuali, andrà a finanziare la ricostruzione dell’Abruzzo colpito dal tragico terremoto. Per il 2012, invece, 400 milioni sono destinati all’incremento dei fondi conti «dormienti», e all’incremento del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese per gli anni 2010, 2011 e 2012 nella misura di 200, 300 e 500 milioni.
 
E la Sicilia? Bruciata dal sole, dall’apatia della sua classe politica e dall’indolenza di certi suoi amministratori locali, l’Isola ancora una volta può attendere.

di Andrea Donelli
 
Prego registrarsi o autenticarsi per aggiungere un commento a questo articolo.

Your are currently browsing this site with Internet Explorer 6 (IE6).

Your current web browser must be updated to version 7 of Internet Explorer (IE7) to take advantage of all of template's capabilities.

Why should I upgrade to Internet Explorer 7? Microsoft has redesigned Internet Explorer from the ground up, with better security, new capabilities, and a whole new interface. Many changes resulted from the feedback of millions of users who tested prerelease versions of the new browser. The most compelling reason to upgrade is the improved security. The Internet of today is not the Internet of five years ago. There are dangers that simply didn't exist back in 2001, when Internet Explorer 6 was released to the world. Internet Explorer 7 makes surfing the web fundamentally safer by offering greater protection against viruses, spyware, and other online risks.

Get free downloads for Internet Explorer 7, including recommended updates as they become available. To download Internet Explorer 7 in the language of your choice, please visit the Internet Explorer 7 worldwide page.