Cronaca
EuroAzienda. Il gestionale per Eccellenza
TRUFFE TELEFONICHE

PAROLA D’ORDINE SPENNARE L’UTENTE Cambio di gestori mai richiesti è stato condannato dal Tribunale civile di Catania

di Gianluca Muscuso

Attenzione alle telefonate di “servizio” di Telecom Italia e Vodafone. Sotto sotto potrebbe nascondersi un tentativo di spillare denaro. Anche se vi propongono piani tariffari allettanti, fate attenzione e non cadete nelle “offerte” che potrebbero rivelarsi trappole mangiasoldi. Come è capitato a Catania, dove i gestori di telefonia Telecom e Vodafone sono stati condannati per disattivazione del servizio telefonico fisso. Da alcuni mesi si verificano distacchi telefonici dal servizio di rete fissa a danno di utenti, provocati da Telecom Italia, per passaggio non autorizzato ad altri gestori. Caso non singolare ma con una frequenza considerevole, senza aver registrato contratti ma avvalendosi di una comunicazione verbale ingannevole, questi gestori decidono di cambiare piani tariffari o contratti e di eseguire il distacco.

Ciò è capitato all’avvocato Pietro Sindona, con studio in Catania, intestatario di telefonia fissa per attività professionale. All’utente nel mese di novembre è stato dapprima disattivato il servizio Adsl e poi la linea telefonica. L’avvocato ha reiterato numerosi solleciti per ottenere il riallaccio, sia ai numeri 190 e 191 di Telecom, sia a mezzo diffide con raccomandata ma invano. Quindi ha cercato di far valere i propri diritti con una denunzia/querela alla Procura della Repubblica. Di fatto, rimaneva privato del servizio telefonico, perdendo clienti e incarichi professionali e la possibilità di usufruire dei servizi telematici di rete, compresa la casella di posta elettronica, elemento, nei giorni nostri, indispensabile per il proprio lavoro e per la possibilità di aggiornarsi immediatamente consultando i siti internet specifici di giurisprudenza e diritto.

La Telecom ha giustificato la disattivazione del servizio telefonico, assegnandogli la colpa di aver richiesto la Vodafone come unico gestore, acquisito come nuovo cliente su espresso consenso orale manifestato per mezzo telefono. Motivazioni errate e infondate che hanno stancato il legale di essere vessato; di conseguenza, in qualità di utente l’avvocato Sindona si è rivolto al Tribunale di Catania per ottenere un immediato ripristino dell’utenza telefonica, senza dover ricorrere all’inutile tentativo di conciliazione introdotto dalla legge 249\1997, che nella provincia di Catania va compiuto presso la camera di conciliazione della Camera di commercio. A seguito del ricorso cautelare, il Tribunale di Catania, terza sezione civile, ha accolto la richiesta, ordinando l’immediato ripristino e condannando entrambi i gestori di telefonia fissa alle spese di causa.

Il fatto è di notevole rilevanza: in tema di contratto per la fornitura di servizio telefonico, secondo la vigente normativa, il consenso può essere manifestato anche oralmente. Attenzione, quindi alle telefonate con le quali si prospettano servizi a costi dimezzati, a pseudo rilievi statistici, da parte di fantomatici intervistatori. La truffa è dietro l’angolo, con la scusa di verificare dati, numeri di codici fiscali, numeri di partita Iva e indirizzi (risultanti anche dagli albi professionali), gli interlocutori interpretano la discussione come un consenso al passaggio di altro gestore da parte dell’utente e di essere distaccati dal servizio telefonico, o peggio, di ricevere fatture e richieste di pagamento da fornitori sconosciuti. Il consiglio per tutti i cittadini è di farsi dare nome, cognome e dati identificativi dell’interlocutore, di dichiarare preventivamente di non prestare alcun consenso verbale per il passaggio ad altro gestore di telefonia. Si rischia di pagare ingenti somme per nuovo riallaccio, ma soprattutto di rimanere privi di un servizio di primaria necessità.

Attenzione alle telefonate che celano raggiri a danno di consumatori: distacco (costo di € 50,00) e riallaccio (€ 96,00) comporta un business di centinaia di migliaia di euro a danno degli utenti. Il nostro legislatore per evitare gli abusi, che continuano con ritmo sempre più crescente, dovrà apportare modifiche all’attuale sistema, ripristinando il consenso dell’utente in forma scritta. Per essere truffati, infatti, non occorre essere gli intestatari del numero telefonico: all’intervistatore basta qualcuno che risponda alle sue domande. «Se non avete prestato alcun consenso – consiglia l’avvocato Sindona - potrete rivolgervi al Tribunale Civile e ottenere ordinanza esecutiva in danno dei gestori di telefonia, con contestuale condanna alle spese, potrete chiedere anche la liquidazione dei danni materiali subiti, compresi quelli esistenziali».

La questione è nota e riguarda quasi tutti i gestori telefonici: non serve perdere tempo a telefonare ai call center, ma è corretto inviare una lettera raccomandata al gestore, facendo riferimento all'articolo 57 del codice al consumo della comunità europea che afferma che i contratti con gestori di telefonia s’intendono confermati soltanto dopo l'invio a casa dell'utente del contratto, che deve ritornare al gestore, firmato per approvazione. Intimare un periodo di 15 giorni per il riallaccio a Telecom, senza spese, preventivando una denuncia per illecita sospensione di pubblico servizio. Se gli operatori non si attengono, interverrà il tribunale.
 

 
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