| LA UIL IN GUERRA CON L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE |
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E’ ormai “guerra” fra la Uil e l’amministrazione comunale guidata dal senatore Raffaele Stancanelli: “casus belli” la condizione disastrosa in cui versa il corpo dei vigili urbani.
Un tema che si rinnova, un “nodo” che non trova soluzioni: di recente, dal Palazzo si è deciso di mettere in strada i vigili, in tutto 400 uomini, togliendoli anche dagli uffici comunali dove prestano servizi vari, come nel caso degli accertamenti per il cambio di residenza. L’effetto - ha denunciato la Uil - è pesante sulla qualità e sulla quantità del servizio al pubblico; questa operazione, poi, a sentire i dirigenti della Uil sembra essere dettata da “questioni d’immagine” del sindaco. Insomma, finti cambiamenti.
Ma questa è solo la “punta dell’iceberg”: sul tema polizia municipale, la tensione fra Palazzo degli Elefanti e Uil (e gli altri sindacati? Ma gli interessi dei lavoratori non dovrebbero essere comuni? Sembra comunque che la Funzione pubblica Cgil avesse proposto un’iniziativa comune, ma non s’è ne fatto nulla) è alta. Ci sono problemi seri sul tappeto, ma anche incomunicabilità fra Palazzo e sindacato. Il sindacato ha proclamato lo stato d’agitazione e ha indetto una conferenza stampa, alla presenza del segretario provinciale Angelo Mattone, del segretario di categoria Stefano Passarello e del direttivo regionale Massimo Cagnes, Antonino Caserta, Enza Fagone Buscimese, Maurizio Gambera e Filippo Parlacino, che, però, sulla stampa ufficiale di città non ha trovato spazio. Eppure, sono arrivate denunce pesanti sulla condizione dei vigili urbani in una città in caduta libera come Catania. Per la Uil Federazione Poteri locali i dati sono preoccupanti: il corpo dei vigili urbani a Catania ha una grave mancanza di organico che riguarda tutti i servizi, dalla viabilità all’abusivismo commerciale, dagli accertamenti anagrafici, in altre parole cambi di residenza, al rilascio di concessioni, ad altro che non si può portare a termine. Perché?
“Non tanto a causa dalla falsa notizia – sostiene la Uil Flp - che da mesi circola riguardante la qualifica rivestita dai 490 ispettori di Pm che, secondo interessati mestatori, impedirebbe qualsiasi compimento del servizio, al contrario i vigili urbani, anche se ispettori portano a termine tutte le attività d’istituto. Quando si parla di 490 ispettori, è bene dire che un decreto regionale stabilisce che al compimento del 12° anno di servizio, l’agente di Pm assume il grado d’ispettore di Pm, svolgendo, in aggiunta alle funzioni di agente di polizia giudiziaria, anche quelle di ufficiale tanto è vero che sono di turno in strada. E di questo sono a conoscenza sia il comandante sia il sindaco, perché il decreto di cui parliamo è stato emanato dal sindaco Stancanelli quando era assessore regionale alla Famiglia nel giugno 2006”. Insomma, il decreto che sancisce le “promozioni” dello “scandalo”, vero o presunto, è firmato da Stancanelli stesso.
Questo, comunque, è solo uno dei punti sollevati dalla Uil Flp. Ce ne sono altri, e tutti importanti. Per esempio, l’abbigliamento di servizio. “La fornitura delle divise (fino a questo momento non è stato distribuito neanche un calzino) è stata data in appalto e prevede entro il 15 luglio prossimo quattro pantaloni, due camicie, un berretto e due cravatte. E gli altri capi di vestiario (scarpe, fregi, etc…) chi li dovrebbe comprare?”. Altro tema “caldo”: gli infortuni, che dall’inizio dell’anno sono 26. E non è finita: “Altri gravi problemi legati alla sicurezza sono locali non idonei, mezzi fatiscenti, ad eccezione delle ultime auto acquistate, persona in servizio isolato o in avanzata età anagrafica”. Questo elenco potrebbe continuare…
“Ma ciò che né il comandante né il sindaco dicono è – continua la Uil - che non stanno facendo svolgere al Corpo i compiti istituzionali previsti dalla legge, perché sguarnendo gli uffici, si sta accumulando arretrato. Citiamo ad esempio che occorrono molti mesi per l’accertamento di cambio di residenza, per le concessioni per i disabili e i verbali delle contravvenzioni che rischiano di non essere notificati nei termini”. Sulla sicurezza poi, i rischi non sono di poco conto: di recente, la segreteria provinciale della Uil/Fpl ha indirizzato una nota al comando dei vigili e per conoscenza al sindaco e ad altre autorità comunali, in cui denuncia che il 20 ottobre scorso, una relazione a firma del commissario Andrea Ferlito “evidenziava… punti di criticità molto preoccupanti e in special modo la condizione ‘insufficiente’ e ‘pessima’ di gran parte del ‘parco veicoli’, e si rilevava che circa 80 automezzi sono accolti presso l’autoparco comunale di via Duca degli Abruzzi in attesa di riparazione… mentre i mezzi ‘funzionanti’ si presentano in condizioni scadenti di meccanica, carrozzeria…. e soggetti a guasti improvvisi…”. E le inadempienze sulla sicurezza nel lavoro: “L’impianto antincendio non è funzionante, il sistema di videosorveglianza carente, i servizi igienici da ristrutturare così come tutta la rimessa perché fatiscente…”. Risultato? “A oggi nulla è stato fatto” – scrive il segretario provinciale della Uil/Fpl Stefano Passarello, che rileva altri “punti di criticità: rimessa del Corpo in via N. Sauro che versa in condizioni di preoccupante disagio, che strutture sono inadeguate alla tutela e all’incolumità fisica del personale; locali del Corpo c/o la scuola ‘F. Corridoni’ dove sono ‘concentrati’ ben sei uffici comunali, fra i quali l’ufficio tributi in uno scantinato a ridosso di una porta antincendio; le venti nuove autovetture con colori d’istituto sono sprovviste di apparati radio. Quindi ancora una volta assenza di minimali requisiti di sicurezza”.
Ultimo, ma non meno importante, la sorte del gruppo “Nos”, un nucleo speciale d’ispettori dei vigili urbani che per mesi è stato impegnato nel contrasto della microcriminalità, dalla droga alle aggressioni, dall’antiabusivismo alla lotta contro lo sfruttamento della prostituzione, in tutta la città: da qualche settimana, il loro raggio d’azione è stato ridotto, è stato loro affidato il compito precipuo del contrasto antibullismo, anche se formalmente del “Nos” è rimasta la struttura, compreso l’ordine di servizio di Pietro Belfiore, già comandante dei vigili urbani sino a qualche mese fa. Una scelta oculata? In un momento come quello che vive Catania?
Abbiamo rivolto, allora, qualche domanda, durante la conferenza stampa, al segretario provinciale Angelo Mattone: ma il sindacato copre, per caso, gli “imboscati”? “Il sindacato non esiste, esistono i sindacati, in particolare a Catania. Noi della Uil da tempo conduciamo una battaglia per cui diciamo e lo ripetiamo ancora una volta: ci sono ‘imboscati’? Vengano fuori. Noi siamo disponibili a concordare una nuova organizzazione del lavoro nel corpo dei vigili urbani, ammesso che quella vecchia non vada bene, ognuno avrà ripartito il proprio compito, il proprio ruolo, il proprio orario, il proprio turno. Se questo non avviene, le chiedo perché non avviene. Qual è il motivo per cui si parla sempre di ‘imboscati’ e gli ‘imboscati’ continuano a esserci secondo l’immaginario collettivo? Invece, sotto c’è qualcos’altro, a nostro modo di vedere. Ci sarà un motivo. Noi della Uil non riusciamo a sfondare questo muro, di penetrare questo mistero. Perché si continua a dire due cose del corpo dei vigili urbani: primo che sono tutti ‘imboscati’, secondo che sono tutti ispettori. Questo non è vero”.
Il concorso per i vigili non si può fare? “Non è che il concorso non si possa fare, dietro il concorso ci sono diecimila raccomandati e non si sa più chi deve diventare vigile urbano”. E allora quale via d’uscita? “La via d’uscita che proponiamo noi è questa: fare un corso di formazione per ausiliario del traffico all’interno del personale dipendente del comune. Si prendono due-trecento persone e si riqualificano, come ausiliari del traffico, che possono lavorare come pubblici ufficiali accanto ai vigili urbani”. Costo dell’operazione? “Zero”. |
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