| DA ROMA VIA LIBERA A TABBITA |
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Passano le settimane, ma la tensione dentro la Camera del lavoro di Catania non si placa.
La “guerra” dentro la Cgil vede da un lato il gruppo dirigente del sindacato, in testa il segretario Francesco Battiato, dall’altro il segretario della funzione pubblica Corrado Tabbita Siena. “Magma” è in grado di informare, in esclusiva, i suoi lettori degli sviluppi della vicenda: e sono sviluppi che danno ragione a Tabbita Siena.
Sono state settimane difficili, dal punto di vista sindacale, per il segretario della Fp Cgil, oggetto di una serie di critiche, anche sferzanti, al suo comportamento da parte del gruppo di comando della Cgil. La paventata elezione del “secondo” – accanto a Tabbita - segretario della funzione pubblica (qualcuno ha evocato una sorta di “golpe” o di “Antipapa”), però, non c’è stata. Perché? E mentre a Catania si litiga, a Roma, invece Tabbita ottiene riconoscimenti importanti sulla correttezza del suo comportamento.
“Magma” è venuto in possesso, infatti, della delibera del Collegio di verifica della Funzione pubblica della Cgil, datata 18 giugno 2009. “Dalla lettura dei documenti pervenuti e dagli approfondimenti effettuati è a tutt’oggi che la Fp Cgil di Catania si trova nella situazione di avere in carica con piena legittimità statutaria il segretario generale e parte della segreteria”. Insomma, il segretario è Tabbita, che non è sfiduciato e “fuori dai giochi” come si sostiene, invece, alla Cgil.
E ancora: “Ciò non inficia – continua la delibera - l’obbligo della suddetta segreteria, d’intesa con i Centri regolatori competenti, a dare corso a tutte le procedure per indire un congresso straordinario così come richiesto dal 10% degli iscritti, trattandosi questo di ‘atto dovuto’... Procedura questa prevista statutariamente per la ricostruzione degli equilibri politici della categoria e per la conseguente elezione del nuovo gruppo dirigente”. Insomma, tutto deve tornare a chi è – o meglio dovrebbe - davvero essere sovrano in un sindacato: i lavoratori.
“Tenuto conto anche – si afferma nella delibera - delle suesposte ragioni, giudica grave quanto successo durante lo svolgimento del Comitato direttivo del 27 maggio 2009 regolarmente convocato, ritiene irregolare il comportamento e le decisioni assunte dal presidente (Achille Parisi, ndr) del Comitato direttivo della FP Catania e di conseguenza annulla tutti gli atti impropriamente decisi dal Comitato direttivo stesso, riconvocato inusualmente in seconda istanza e senza un preciso ordine del giorno concordato come da prassi istituzionale con la segreteria territoriale vigente e tuttora in carica, violando, di fatto, lo Statuto”. Insomma, quanto avvenuto il 27 maggio, con la “coda” polemica del direttivo della funzione pubblica e la successiva riconvocazione del direttivo, sotto la guida del segretario confederale Battiato: insomma, una decisione che conferma quanto detto da Tabbita e che smentisce quanto fatto da Battiato.
Questi i fatti: il cronista costata il clima di tensione che si respira attorno a questa vicenda, che appare sempre più collegata al rinnovo della segreteria della Cgil di Catania, perché Battiato dovrà lasciare la mano e, soprattutto, registra le reazioni - talora scomposte - di esponenti del gruppo dirigente della Camera del lavoro alla nostra recente intervista a Tabbita: costui è forse “colpevole” di parlare, di dire cose “non in linea” con la maggioranza? Nessuna difesa d’ufficio di Tabbita, ovviamente, soltanto ci si attenderebbe una critica sul merito delle questioni, senza toni da “reprimenda” al giornalista. Di fronte a simili atteggiamenti, abbiamo invitato chi ci criticava a eventuali repliche, nel merito delle dichiarazioni contestate: lo abbiamo fatto, con la solita disponibilità. Stiamo, però, ancora aspettando. La replica s’intende. |
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