| CROLLO DEGLI ACQUISTI MA QUALCOSA SI MUOVE |
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Gli armadi aspettano solamente di esser riempiti e gli scaffali dei negozi, viceversa, d’esser svuotati. Al dire il vero questo binomio non si realizza da anni, vuoi per la crisi o per l’apatia verso il nuovo e la marca, sta di fatto che le casse piangono mentre i mercatini riscuotono sempre più successo.
Che la crisi economica abbia la sua buona responsabilità, non c’è dubbio, ma non manca chi la vede come una sorte di “punizione” per l’abuso e per la speculazione effettuata ai tempi del passaggio dalla lira all’euro. Di anni ne sono passati parecchi, ma stiamo ancora qui a chiedere come sia potuto succedere che l’inflazione abbia raggiunto picchi esagerati, mentre adesso si corre ai ripari. E continuano a sorgere centri commerciali in ogni parte della penisola, simbolo del potere di acquisto, ma il singolo muore e le vie cittadine sono sempre più vuote.
Rimane la speranza nei saldi che puntualmente sono fissati nelle varie regioni, nonostante tempo le associazioni di categoria, assieme a quelle dei consumatori, ne chiedono la liberalizzazione, unica “cura” contro questa recessione che manca di registrare incassi. E mentre si attende il via per dare inizio alle vendite pazze, già da giorni si avverte nell’aria quel clima di predisposizione ad accontentare il cliente e a svuotare i magazzini.
Come ogni anno non mancano le previsioni del Codacons che, per la bella stagione estiva, ritiene che solo il 45% dei consumatori approfitterà delle vendite scontate per fare acquisti, colpa della crisi finanziare che inevitabilmente finisce per compromettere e influenzare negativamente la capacità e il potere d’acquisto delle famiglie, cosicché l’associazione dei consumatori stima, rispetto allo scorso anno, un vero e proprio crollo degli acquisti che dovrebbe attestarsi tra il 10 e il 15%, con una spesa media che non supererà i 180euro per nucleo familiare. Il conto alla rovescia è già cominciato e, in scia al bilancio alquanto deludente dei saldi invernali, in Sicilia e nel Lazio, le associazioni di categoria hanno concordato di anticipare al 4 luglio l’inizio dei saldi estivi.
Ma cosa si aspettano i commercianti? E cosa i potenziali clienti? Per Luca, 38 anni, da anni impiegato in una famosa catena di franchising: «Anche i marchi più importanti risentono della crisi e i capi esclusivi spesso sono esclusi dai saldi. Sono i giovani ad alimentare il mercato delle griffe, mentre gli adulti, più responsabili, ci pensano più di una volta prima di investire 80euro per una maglia o 120 per un paio di jeans».
Più entusiasta sembra Elena, responsabile di un negozio di accessori femminili: «Purtroppo il mio settore ha conosciuto una battuta d’arresto, anche a causa della diffusione della bigiotteria di basso costo e qualità. I saldi saranno un’ottima occasione di riscatto. La clientela non perde il gusto, e sicuramente un’occasione simile non la lascerà scappare».
Ma le collezioni primavera/estate hanno conosciuto vendite in questi mesi? «Poco, pochissimo -afferma Fernando, gestore di un negozio d’abbigliamento del centro cittadino -. La via Etnea ha perso quel potenziale di una volta, è come se tutto dormisse. La gente entra, prova, ma raramente compra. I saldi? Soltanto un’occasione per svuotare i magazzini, ma non di certo per coprire il rosso di fine anno».
Viceversa, allettati da qualche affare inaspettato sembrano i consumatori. Sara, 59 anni: «I saldi rappresentano un’occasione per portare a casa qualche oggetto desiderato, o magari per conservare qualcosa in vista di futuri regalini. E’ mia abitudine girare qualche giorno prima per i negozi e individuare i capi da acquistare, in modo da verificare l’effettivo sconto».
Non la pensa così Alessandro, 42 anni: «Raramente esco di proposito durante i giorni dei saldi, che spesso non mancano di ingannare. Inoltre, puntualmente i negozianti ti propongono capi appartenenti a collezioni precedenti, cosicché non è più possibile fiutare il vero affare».
E a proposito di truffe e inganni, ogni anno il Codacons prepara un decalogo capace di guidare il consumatore verso la scelta più appropriata senza cadere in raggiri. E se il “popolo dei saldi”, così definito da Giovanni Felice, presidente Confesercenti, è sempre più oculato negli acquisti, c’è anche chi si ritrova a spendere qualche cifra di troppo non per se stessa, ma per adempiere al dovere dei regali: «Ho diversi amici e familiari il cui compleanno cade nei mesi estivi - afferma Antonella, 25 anni -. Conoscendo i loro gusti e le necessità, ogni anno vedo di concludere in coincidenza con i saldi, ma non solo per risparmiare, ma per comprare oggetti realmente desiderati che in un altro momento non mi sarebbe possibile acquistare a causa degli elevati prezzi».
Sperando che le attese degli uni e degli altri non siano deluse, la stagione dello sconto si è appena iniziata e speriamo che con essa non si presenterà il solito vecchio imbroglio.
di Marilisa Tornabene |
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