| ONOREVOLE RIEN NE VA PLUS |
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Quando ha saputo della chiusura delle indagini preliminari ha diffuso un comunicato: “Non conosco il sistema nauseabondo che regola il pagamento e la dazione di tangenti: certamente farsi pagare un’improbabile tangente con un assegno circolare intestato a proprio nome, poi versato nel conto personale, più che da reato penale è un atto da trattamento sanitario obbligatorio”.
L’on. Fabio Mancuso, deputato regionale del Pdl, ex sindaco di Adrano, di certo “pazzo” non è: è persona che la politica la conosce e bene (è vicino al senatore Firrarello, dopo essere stato a lungo vicino a Filippo Drago) e poi da appartenente alla Guardia di Finanza conosce bene le regole. Di fronte alle accuse di corruzione mossegli dai sostituti procuratori della Repubblica Antonino Fanara e Andrea Bonomo, ha aggiunto: “Mai chiesto né intascato mazzette”. Di cosa si tratta? Di un’inchiesta delle Fiamme gialle, che vede indagati, oltre a Mancuso nel periodo in cui è stato sindaco, altre nove persone, fra imprenditori e rappresentanti, a vario titolo, del comune di Adrano, nei cui confronti si ipotizzano, a vario titolo, corruzione, abuso d’ufficio, concussione, truffa, falso ideologico.
Tre i reati contestati a Mancuso? Primo: abuso d’ufficio, in concorso con il funzionario Antonino Seminara e l’imprenditore Pietro Messina. “Mancuso quale sindaco pro-tempore del comune di Adrano, Seminara quale dirigente pro-tempore del comune di Adrano, pubblici ufficiali nello svolgimento delle proprie funzioni, non deliberando lo svolgimento di una gara pubblica di appalto per l’aggiudicazione del servizio di illuminazione a manutenzione del cimitero comunale di Adrano né predisponendo alcun bando in tal senso, pur essendo scaduto il contratto con la ditta Messina Nicolò (poi divenuta Messina Piero e quindi Genia srl), e consentendo così che la Genia srl (legale rappresentante il Messina) continuasse a gestire di fatto tale servizio”. Quindi, “procuravano alla ditta un ingiusto vantaggio patrimoniale consistito nell’avere continuato a gestire il servizio in oggetto percependo somme dagli utenti in assenza di un regolare gara di appalto. Concorrendo il Messina quale istigatore e beneficiario della condotta”.
Secondo reato, concussione: “Perché, quale sindaco pro-tempore del comune di Adrano, pubblico ufficiale, abusando della propria qualità e dei propri poteri con riferimento all’affidamento del servizio di noleggio di struttura prefabbricata da utilizzare nel cortile della scuola Verga di Adrano” conclusosi con l’aggiudicazione a favore della Metalpont (amministratore Nicola Gentile), induceva Nicola Gentile e Francesco Carlino “a concedergli un prestito a titolo gratuito e senza garanzie di 40mila euro, versatigli in assegni circolari tratti dal conto corrente della società”.
Terzo reato, corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio. “Mancuso, quale sindaco pro-tempore di Adrano, con riferimento alla concessione di contributi straordinari una tantum all’associazione polisportiva ‘Adrano Calcio’ della quale Emanuele Russo” era prima vicepresidente e poi presidente, avrebbe fatto approvare, “in contrasto con le previsioni di legge e di regolamento e con l’interesse del comune”, quattro delibere dal 2004 al 2007 con le quali si concedeva alla società prima 150mila euro, poi 100mila, quindi 190mila e infine 180mila. In cambio, secondo l’accusa, avrebbe ricevuto dal Russo un assegno circolare di 50mila euro.
Gli investigatori hanno passato al setaccio servizi e lavori affidati dal comune di Adrano, raccolto dichiarazioni di persone informate sui fatti, svolto accertamenti bancari e intercettazioni telefoniche e ambientali. L’esame dei “numerosi rapporti bancari intestati al sindaco Mancuso” hanno evidenziato, negli anni 2004/2005 movimenti di denaro, a parere degli investigatori “ingiustificati”. Nel 2004 avrebbe versato 359mila euro in contanti, 410milla in assegni e 90mila in bonifici e accrediti per complessivi 895mila euro. Tra gli assegni incassati quattro, per un totale di 200mila, sono stati emessi dal Casinò di Sanremo. “Sempre nel 2004 il Mancuso ha prelevato in contanti euro 140mila e ha emesso assegni incassati da vari casinò per un importo complessivo di euro 615mila”. Analoga la situazione nel 2005. Fra l’altro - scrivono gli investigatori – Mancuso avrebbe incassato bonifici per 45mila euro, emessi dalla ‘Studio uni proget Srl’ i cui rappresentanti legali erano Giovanni Barzago e Sergio Bucci, “soggetti con numerosi precedenti penali. Alcuni assegni incassati sono stati emessi o girati da tale Antonio Greco, il quale è stato denunziato e arrestato per associazione per delinquere anche di stampo mafioso e per porto abusivo e detenzione di armi e associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti…”. Per meglio chiarire la natura dei rapporti intercorsi tra il sindaco di Adrano e alcune ditte, la Guardia di Finanza ha sentito Francesco Carlino, rappresentante della Metalpont, che ha giustificato le somme di denaro a Mancuso con prestiti personali, che “seppur fatti allo stesso Mancuso, dovevano servire a un amico del sindaco, Agatino Birtolo, in difficoltà finanziaria”. Birtolo diventò il 28 ottobre 2006 assessore del comune di Adrano. di M. B. |
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