Cronaca
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I rischi di raffreddore e d’influenza non sono del tutto scomparsi con l'arrivo del forte caldo. I virus non sembrano fermare la loro corsa e i casi d’indisposizioni continuano a registrarsi senza sosta, seppur con minore aggressività. Tra le cause principali c'è la mancanza di vitamina D, un'importante arma per il sistema immunitario, prodotta anche grazie all'esposizione solare. In inverno il rischio di contrarre un forte raffreddore o l'influenza di stagione è maggiormente frequente perché l'esposizione solare è meno abbondante. Normalmente nella stagione fredda il virus si trova in un ambiente ottimale, abbastanza da consentirgli di sopravvivere, riprodursi e scatenare l'infezione.
 
Recenti ricerche hanno gettato nuova luce sul ruolo della vitamina D, spesso collegata con la salute delle ossa, nel difendere da raffreddore e influenza. La sua assunzione, unita a integratori di vitamina D per evitare starnuti e tosse extra stagionali, sostituirà la vitamina C, utilizzata comunemente per prevenire i mali di stagione. Anche se secondo gli studiosi americani esistono poche evidenze scientifiche che confermino l'efficacia.
 
Esiste un forte legame tra vitamina D e infezioni respiratorie: i pazienti con i livelli più bassi di vitamina D nel sangue hanno il 40% in più di subire malanni di stagione; il rischio s’innalza se si soffre già una malattia respiratoria, come enfisema polmonare o asma. La vitamina D è liposolubile e può essere acquisita sia attraverso alcuni cibi sia con l’esposizione alla luce solare: chi vive in zone poco soleggiate o non può esporsi al sole, dovrebbe consumare almeno due tazze al giorno di latte vitaminizzato o una giusta quantità di tuorlo d’uovo, pesci grassi e fegato, secondo il grado di esposizione.
 
L’esposizione ai raggi del sole per 10 o 15 minuti due o tre volte la settimana è sufficiente per garantire la quantità di vitamina D necessaria all’organismo. Le persone con la pelle scura raggiungeranno in tre ore lo stesso grado di sintesi che una persona con la pelle chiara raggiunge in 30 minuti, quindi il tempo di esposizione deve essere adattato alla pigmentazione della pelle. Le donne durante la gravidanza e l’allattamento, hanno bisogno di dosaggi extra nella loro dieta (sotto controllo medico). In estate dunque potrebbe essere più facile prevenire l'influenza, frequentando mare o montagna.
 
La vitamina D fa parte di quel gruppo di sostanze nutritive che sostengono la crescita e la salute delle ossa. La sua funzione è soprattutto quella di promuovere la mineralizzazione delle ossa. Essa aiuta a sintetizzare quegli enzimi presenti nelle mucose preposti al trasporto attivo del calcio disponibile. Inoltre la vitamina D è necessaria per una buona crescita dei bambini, in quanto, senza di essa, le ossa e i denti non calcificano bene. Uno studio dell'università di Bristol ha mostrato che a fine estate nascono bambini più alti e sani, e il merito è della vitamina D. Secondo i ricercatori, le donne che portano avanti d'estate le ultime fasi della gravidanza, ricevono la quantità necessaria di vitamina D grazie alla maggior disponibilità di luce semplicemente passeggiando o prendendo un po' di sole, a tutto vantaggio della salute del nascituro.
 
In Francia, intanto, uno studio ha individuato importanti obiettivi per nuovi farmaci anti influenza: scoperta la chiave usata dal virus influenzale per penetrare nelle cellule umane e moltiplicarsi. Quando l'influenza infetta una cellula ospite, il suo obiettivo è di replicarsi il più possibile per andare all'attacco di altre cellule. Un enzima virale (polimerasi) è cruciale per questo processo ma finora non era chiaro come agisse. I ricercatori transalpini hanno scoperto che parte di una sub unità della polimerasi, chiamata PA, ha un ruolo fondamentale nel meccanismo di attacco messo in atto dal virus, diventando bersaglio promettente per nuovi antivirali. Gli autori spiegano che agendo su questa parte dell'enzima virale si potrebbe bloccare l'infezione, perché il virus non sarebbe più in grado di riprodursi.
 
 
 
 
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