Cronaca
EuroAzienda. Il gestionale per Eccellenza
COMISO DECOLLA CON I VOLI LOW COST
altConto alla rovescia per l’apertura dell’“Aeroporto degli Iblei”, uno scalo da 36 milioni di euro che vuole competere con Palermo
Comiso decolla. E non con i missili Cruise, ma con i voli low cost. E’ cominciato, infatti, il conto alla rovescia per l’apertura del nuovo scalo in provincia di Ragusa, l’”Aeroporto degli Iblei”, che, a sentire l'avvocato Pietro Ivan Maravigna, già consigliere comunale a Catania e oggi anche docente di Economia aziendale nell’università di Catania, attuale amministratore delegato della «Soaco», la società di gestione, è «o almeno ci sentiamo, in competizione con Palermo».

Avvocato Maravigna, cosa manca per il decollo di Comiso?
“Alcune formalità e il collaudo. Siamo però in dirittura d’arrivo. Comiso dista 10 minuti di volo da Malta e 30 dalle coste africane, e con questo aeroporto la Sicilia del sud-est lancia la sfida. Il nostro obiettivo è il rilancio turistico di questa parte della Sicilia che offre 90 chilometri di coste e un barocco di rara bellezza”.

Ci sono stati ritardi particolari o intoppi?
«Intoppi nei pagamenti. L'aeroporto è ancora piccolo rispetto alle prospettive di sviluppo. Il piazzale di sosta può contenere soltanto cinque aeromobili. E' quindi impensabile, quando chiuderà Catania, che tutto il traffico di Fontanarossa possa essere spostato su Comiso, allo stato attuale. Sono necessari altri lavori».

altComunque, fra alcune settimane - a sentire l’ad - l’aeroporto sarà aperto al traffico e a quella data saranno occupate 40 persone. Il dato iniziale è rapportato a un traffico passeggeri di 250.000 unità, ma destinato ad aumentare, con la progressiva crescita prevista dei passeggeri. Tre, in particolare, i profili richiesti: assistenza a terra, un tipo di lavoro per cui occorre un'ottima conoscenza delle lingue; handling, cioè carico e scarico di bagagli e merci; security, visto l'aumento delle incombenze per la sicurezza che richiede figure professionali per garantire il rispetto delle regole nell'ambito del trasporto aereo.
L'amministratore delegato è prudente sul numero dei lavoratori, che potrebbero aumentare perché uno scalo non coinvolge soltanto l'indotto, come ad esempio le strutture ricettive, ma anche quei servizi strettamente legati all'aerostazione, come il deposito carburanti.

La selezione del personale è stata affidata a una società specializzata ed è stata condotta – assicura Maravigna – con trasparenza. Inoltre, parte del personale impiegato in Sac e residente in provincia di Ragusa potrebbe lavorare a Comiso. Attorno all'aerostazione si moltiplicano le attenzioni delle compagnie, in particolare di Ryanair, anche se non c’è nulla di ufficiale e definitivo. Di certo c'è che Soaco è una società in salute, per la quale è previsto un sostanzioso piano d'investimenti nel tempo. «Numerose le compagnie vogliono venire a Comiso. Si sono fatte avanti, chiedendo informazioni in tante - conferma Maravigna -. Un esempio è la Ryanair, che si offre e non è cercata. E la filosofia che proponiamo è proprio questa. Noi non dobbiamo cercare le compagnie».

Perché?

«Parto da un dato generale. Nel mercato del trasporto aereo c'è una lotta per la conquista della leadership. Con la liberalizzazione del mercato, è cambiata radicalmente la situazione: si è passati dalla preminenza del vettore, della compagnia aerea, a quella degli aeroporti, delle società di gestione aeroportuale. Occorre, quindi, puntare sull'identità dell'aeroporto. La mia battaglia è di coinvolgere il territorio per costruire assieme l'identità di quest’aerostazione. Se si trovano le rotte vincenti, cioè a pieno carico di passeggeri, si mettono sul mercato. A questo punto, le compagnie devono offrici le condizioni migliori per atterrare a Comiso».

In generale, cosa rappresenta questo nuovo scalo?

«La posizione di Comiso è strategica per una politica regionale che guardi alla Sicilia come cuore del Mediterraneo. Quindi, in una politica euro-mediterranea che vede la Sicilia baricentro di questa nuova area, l'aeroporto di Comiso può svolgere un ruolo fondamentale».

Costato complessivamente 36 milioni di euro, l’aeroporto potrà contare su una pista di 2.460 metri di lunghezza e sulla dotazione del sistema di atterraggio strumentale ILS (Instrumental Landing System) su una delle due testate. Comiso costituirà un'importante integrazione del sistema aeroportuale siciliano, in particolare con Fontanarossa. Potrà servire da base per le linee charter, per compagnie low cost, a basso prezzo, ma anche come base cargo per potenziare lo sviluppo delle attività commerciali della Sicilia meridionale e orientale.

«Il terminal passeggeri - si spiega nel sito aziendale - si svilupperà su tre livelli prevedendo la concentrazione di tutte le attività legate all'imbarco dei passeggeri e al trattamento dei bagagli a piano terra. Nella zona partenze sono previsti, oltre alle biglietterie e agli uffici informazioni, 10 banchi check-in. L'atrio arrivi presenterà una configurazione rettangolare, con una serie di esercizi commerciali, tra cui un bar aperto direttamente sullo spazio comune. La hall centrale, in una zona leggermente rialzata, oltre a separare fisicamente i flussi provenienti dai gate arrivi/partenze, renderà agevole l'allocazione di box commerciali temporanei o di esposizioni a scopo pubblicitario. Al primo piano saranno ubicati gli uffici operativi (società di gestione, compagnie aeree, ecc.), e uno spazio destinato a iniziative congressuali. Al secondo piano è prevista un'ampia superficie, una grande veranda di circa 1.200 mq, che si affaccia sul piazzale di sosta velivoli. Ospiterà attività squisitamente commerciali: negozi, bar, ristoranti e aree per stand commerciali».

Comiso dista un'ora di macchina da Fontanarossa. Che rapporti esistono fra le due realtà?

«Siamo sistema aeroportuale. Catania rifiuta annualmente il 35% di voli charter perché non ha la possibilità - per una questione di spazi - di farli atterrare, e quindi parte di questo traffico è ben accetto su Comiso, perché porta denaro e turismo. Poniamo attenzione a un certo tipo di rotte, oltre al low cost. Guardiamo con interesse a voli anche di linea».

L'aerostazione, quindi, servirà anche ad aumentare l’attrazione del territorio circostante, con vantaggi per le attività economiche, come per il settore agroalimentare. In questo quadro, si cercano soluzioni anche per le infrastrutture di collegamento, a cominciare dalle ferrovie. «Sto lavorando in questo senso - annuncia Maravigna -. Ho avviato dei contatti per trovare soluzioni idonee a migliorare il servizio di collegamento fra Fontanarossa e Comiso. Comunque, ho altri progetti in tema di collegamento fra passeggeri e scalo. Anche la metropolitana potrebbe essere utile per migliorare i collegamenti fra centri urbani e scalo».
 
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