Cronaca
EuroAzienda. Il gestionale per Eccellenza
SALUTE E BENESSERE AL SUPERMERCATO
Con oltre centoventi milioni di confezione vendute e un fatturato di quasi un miliardo e mezzo di euro, prodotti con vitamine, minerali e fermenti lattici conquistano un italiano su tre e non arrestano la loro crescita
 
Se c’è una cosa cui gli italiani non rinunciano, è il benessere psico-fisico. Un mercato su tutti, quello degli integratori alimentari, in tempi di recessione saluta la crisi e la sorpassa registrando introiti da capogiro con un fatturato di quasi un miliardo e mezzo di euro. Con oltre centoventi milioni di confezione vendute, il settore coinvolge sempre più larghe fasce sociali, finendo per assumere i connotati di un vero fenomeno. Basti pensare che un italiano su tre consuma integratori e non raramente: il 62.1% d’intervistati ammette di utilizzarli da oltre due anni e solitamente le ragioni che spingono al loro utilizzo sono da incastonare alla ricerca del benessere psico-fisico (46.1%) o alla soluzione a specifiche esigenze di salute (42.8%) o a un valido supporto nella dieta di uno sportivo (7.1%) o a quelle dimagranti (3.3%), senza poi tralasciare il dato che vede ben sei milioni d’italiani intenti a ricercare informazioni su salute e benessere sul web.
 
Un boom che cammina di pari passo alla costante ricerca della perfezione e proiettato ad allontanare la soglia di dolore. In questo scenario non meraviglia il rapido sviluppo registrato, che non si appresta a fermarsi: un progresso confermato dalla crescita graduale, iniziatasi con il +14% del 2004, un picco attivo non sporadico, che segna l’inizio di un vero e proprio trend continuato anche negli ultimi anni visto il +9% a novembre 2007 e il +11,2% con cui si è chiuso il bilancio del 2008. Incremento sostenuto dalla liberalizzazione introdotta dal decreto Bersani, che si è trasformata nella nascita di numerosi punti vendita associati alle già preesistenti farmacie e, non ultima, alla grande distribuzione, e se il fatturato delle sole vendite in farmacia tocca i 1242 milioni di euro, facile intuire il business che si alimenta intorno agli integratori, coinvolgendo persino l’indotto.
«Il mercato degli integratori alimentari in questi mesi di forte recessione a livello mondiale sta mostrando un andamento diverso da quello di altri beni equiparabili - afferma Germano Scarpa, presidente di Federsalus -. I settori che non hanno evidenziato flessioni dei consumi mostrando, addirittura, degli incrementi hanno in comune almeno uno dei seguenti punti: innovazione, rapporto qualità/prezzo e risultato, tre caratteristiche proprie del settore degli integratori alimentari che investe molte risorse nella ricerca per sviluppare prodotti sempre più sicuri e rispondenti alle esigenze del consumatore. D'altra parte gli stessi punti sono stati e saranno anche per i prossimi anni parte fondamentale della politica di qualità e innovazione portata avanti da FerderSalus verso i propri associati e verso l’intero settore», tant’è che non sorprende per niente vedere più di 100.00 addetti ai lavori, 25.000 dipendenti, 15.000 prodotti notificati e oltre 1200 aziende, orientati verso i prodotti salutistici che ben tengono in epoca di crisi.
Né sorprende, al dire il vero, che il settore sia stato individuato da numerosi investitori, attratti da un indotto complessivo superiore ai 1400 milioni di euro. Cifre a parte, il segmento ben inquadra la tipologia tipo di acquirente. Dallo studio promosso da FederSalus emerge che circa due terzi di chi acquista integratori sono donne (in media il 66.1%, che diventa il 71.6% nel Nord Ovest), con un livello d’istruzione medio-alta (51.7%). Molti sono attenti al benessere: il 42.1 svolge un’attività sportiva (46.9% di uomini) e il 39.1% segue abitualmente un regime alimentare salutistico. Tra i prodotti più ricercati, gli integratori di vitamine e di minerali (52.5%), seguiti da fermenti lattici o da integratori energetici (36%) e sportivi, a base di vitamine, sali minerali, aminoacidi e proteine (14.4%). Con percentuali meno robuste, ma che vanno ricordati, figurano agli integratori dietetici a base di crusche e altre fibre (8.3%), gli estratti vegetali, come aloe o papaia (7.8%), al ginseng, pappa reale e tonici (7.4%).
 
Una tendenza che in pochissimi anni si è resa protagonista di un costume sociale che vede gli uomini quanto le donne fare a gara per assicurarsi buona tenuta e perfetta forma fisica, che non ha mancato d’improvvisazioni “fai-da-te” che non sempre rispondono al bisogno reale del corpo; tendenza, questa, confermata dal 33% (38.7% uomini e 30.2% donne), che asserisce di decidere da solo quali integratori assumere e in quali periodi. In ogni caso, ricorrere a una buona attività fisica e a un’alimentazione ricca ed equilibrata, rappresenta il più antico ed efficace modo di mantenersi in forma.

di M.T.
 
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