| L’UOMO ORA SI ARRUOLA NELLA LEGION STRANIERA |
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Fuori uso i completi classici da uomo manager. Blazer-sahariana e camicia-djellahba in garze del deserto rispondono al messaggio dell’evasione dai canoni classici della formalità cittadina. E debutta l’uomo eco-chic con quel tocco dandy a renderlo unico
Che l’uomo del III millennio sia proiettato verso tutto ciò che racchiuda la parola “evasione”, è risaputo, ma se anche lavorare diventa un optional, siamo dinanzi a una vera rivoluzione, e siamo certi che le grandi maison hanno voluto sottolineare questo concetto se hanno mandato in passerella modelli con tanto di abito bianco da sfoggiare, non di certo adatto al sudore e sforzo fisico.
Milano Moda Uomo si proietta verso la primavera/estate 2010 con tanto di aria fascinosa e svagata a rappresentarla. Fuori uso i completi classici da uomo manager. Le collezioni puntano a svecchiare il guardaroba puntando tutto su completi in perfetto stile Legion Straniera, con blazer-sahariana e camicia-djellahba in garze del deserto, ben rispondendo al messaggio dell’evasione dai canoni classici della formalità cittadina, e se non sembra più esserci differenza tra free-time e orario di lavoro, non sorprende per nulla trovare capi confort dai tessuti leggeri che non necessitano particolari cure e che, soprattutto, non imprigionano il corpo né la creatività. E allora il via a maglioncini mentre le cravatte restano a guardare.
L’uomo 2010 abbraccia l’apparente rilassatezza che investe tutti i settori di vita, e se di faticare non si può fare a meno, tanto vale farlo in assoluta comodità. Al dire il vero questa filosofia è stata già seguita questa stagione, dove è stato possibile imbattersi in giovani brillanti e impegnati in divisa stile yuppy anni 80-90, look che troverà ancora seguito e che si perfezionerà persino nei dettagli. Cambiano le forme, ma soprattutto i colori. E’ il chiaro a dettar tendenza, il blu preferito al nero, grande ritorno del cuoio e gli immancabili mocassini colorati, dal viola al verde, e i sandali da città, per un passo deciso, ma in armonia con l’ambiente.
Debutta l’uomo eco-chic con quel tocco dandy a renderlo unico. E se il Pitti ha rilanciato l’attenzione verso i tessuti biodegradabili, non manca una nuova filosofia, assolutamente rigenerante, da vivere attraverso l’abito. A coglier l’occasione di tifare eco, ci hanno pensato per primi i rampolli delle più note e aristocratiche famiglie europee, basti puntare uno sguardo ai Kennedy, ai Goldsmith, a Gaetani Lovatelli dell'Aquila d'Aragona e persino al principe Carlo d'Inghilterra, rigorosamente investiti da colori naturali nel pieno rispetto della cultura biologica. E se si vuole sposare la causa, tanto vale farlo con lini e canape per giacche da gentiluomo di campagna, ma anche lane riciclate, cotte e tinte con il fango, il curry e la ciliegia.
«Moda sotto il segno dell'eco compatibilità che ha portato a cambiamenti storici e generazionali - spiega Stefano Dominella, consigliere della Camera nazionale della moda -. Non soltanto in ambiti di gusto e trend, ma anche occupazionali. Rivoluzioni che sempre più coinvolgono il mondo delle imprese tessili, dell’industria manifatturiera. Sono convinto che il rilancio del made in Italy debba partire proprio dai tessuti, forte di una storia che vanta oltre 60 anni di tradizione e qualità», senza poi dimenticare la possibilità di riciclare, per uno stile da uomo navigato e, per dirla in termini tecnici, vintage. di M.T. |
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